Alessandro Mazzola Bedoli (attribuito a) - inv. 305

Titolo: 
Riposo durante la fuga in Egitto
Numero di Inventario: 
305
Tipologia: 
paintings
Collezione: 

Painting

Classe iconografica: 
Religious
Parole chiave soggetto: 
fuga in Egitto
Madonna
Gesù Bambino
San Giuseppe
Notizie storico-critiche: 
<p><a target="_blank" href="/userfiles/0305.pdf">Consulta la scheda scientifica</a></p>
Motivo attribuzione: 
stylistic analysis
Autore, ambito, luogo di produzione: 
Attribuito ad Alessandro Mazzola Bedoli (1547-1612)
Specifiche attribuzione: 
attributed to
Ambito e luogo di produzione: 
Parma
Emilia-Romagna
Italia
Periodo: 
1550
Datazione specifica: 
1570 ca.
Libri correlati: 
Pubblicazione: 
Si
Materia e Tecnica: 
oil on wood
Data di Ingresso: 
1879
Acquisizione: 
Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Tipo di acquisizione: 
bequest
Tipo di collocazione: 
on display
Collocazione: 
Palma Room

La tavola raffigura la Sacra Famiglia che riposa in un bosco durante la fuga in Egitto. In primo piano Maria, seduta a terra, tiene sulle gambe distese il Bambino addormentato, osservata da due angioletti in volo, mentre sullo sfondo Giuseppe, che conduce l’asino, ascolta le indicazioni sulla via da seguire impartite da un altro angelo.
Lo stile del dipinto è quello tipico della produzione pittorica a Parma nella seconda metà del Cinquecento, dominata dalla lezione del Correggio e del Parmigianino. La composizione, che vede la centro la Vergine con Gesù, è movimentata dall’apparire dei messaggeri celesti e dall’apertura, sulla destra, di un secondo piano, dove si svolge il colloquio di Giuseppe con l’angelo. Quel che maggiormente colpisce, e che costituisce il tratto tipico di questo momento della pittura emiliana, è l’uso ricercato delle luci, che danno risalto agli incarnati, alle vesti, alle foglie degli alberi.

L’opera è stata assegnata, sia pur dubitativamente, ad Alessandro Mazzola Bedoli, figlio del più celebre Girolamo, uno dei pittori più in auge a Parma alla metà del Cinquecento. L’autore, che può essere considerato l’ultimo esponente della grande stagione pittorica parmense, appare qui assai prossimo ai modi del padre, dal quale si distingue tuttavia per il livello qualitativo più basso e per una descrizione più analitica dei dettagli, derivata dalla pittura nordica. Si tratta con ogni probabilità di un’opera giovanile di Alessandro, databile quindi intorno al 1570.

S.G.C.