Ansano di Michele Ciampanti (attribuito a) - inv. 1549

Titolo: 
Ritratto d'uomo
Numero di Inventario: 
1549
Tipologia: 
paintings
Collezione: 

Painting

Classe iconografica: 
Portrait
Parole chiave soggetto: 
ritratto d'uomo
ritratto d'uomo
Notizie storico-critiche: 
<p><a target="_blank" href="/userfiles/1549.pdf">Consulta la scheda scientifica</a></p>
Motivo attribuzione: 
stylistic analysis
Autore, ambito, luogo di produzione: 
Attribuito a Ansano di Michele Ciampanti (attivo XVI secolo)
Specifiche attribuzione: 
attributed to
Ambito e luogo di produzione: 
Lucca
Toscana
Italia
Periodo: 
1500
Datazione specifica: 
1500-1510
Libri correlati: 
Pubblicazione: 
Si
Materia e Tecnica: 
tempera on panel
Data di Ingresso: 
1879
Acquisizione: 
Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Tipo di acquisizione: 
bequest
Tipo di collocazione: 
on display
Collocazione: 
Perugino Room

La tavola raffigura un giovane uomo a mezzo busto su un fondo scuro, secondo un modello derivato dalla ritrattistica fiamminga, che conobbe notevole fortuna nell’arte rinascimentale italiana. Lo sguardo rivolto di lato e la traccia di due cerniere metalliche sul legno fanno ipotizzare che l’opera facesse parte di un dittico.
Nonostante una certa idealizzazione dei tratti, la figura si impone con un’incisiva presenza e il volto risulta espressivo: la bocca chiusa e il mento volitivo trasmettono l’impressione di un carattere risoluto. Le ombre si addensano sulle palpebre, sulla gola, intorno al naso, accentuano gli zigomi alti e la struttura della mano, di cui si scorgono le vene. Le dita stringono il bavero del mantello creando un effetto di profondità, un gesto particolarmente diffuso nella pittura toscana della seconda metà del Quattrocento. Più precisamente, l’opera appare collocabile in area lucchese ed è stata dubitativamente assegnata ad Ansano di Michele Ciampanti, artista ancora poco conosciuto. Già noto come Maestro di San Filippo, fu allievo del padre Michele ed è più volte menzionato nei documenti, soprattutto nel Cinquecento, quando doveva aver stabilmente assunto la conduzione della bottega familiare. Indizio ulteriore sulla provenienza del ritratto è un emblema araldico riapparso sul dorso della tavola dopo una pulitura. Mostra un albero ricco di frutti affiancato da due orsi, forse riconducibile alla famiglia lucchese degli Orsucci.

F. A.