Pittore olandese XVI secolo - inv. 3263
Tra le opere fiamminghe e olandesi del museo questa tavola costituisce un pezzo particolarmente interessante, perché è espressione di quel momento dell’arte neerlandese che scopre il “classico” e tenta di parlare la lingua di Raffaello e Michelangelo. A partire dal 1508, quando Jan Gossaert parte alla volta dell’Italia (prima di questo evento vi era stato solo il caso di Rogier van der Weiden, in pellegrinaggio a Roma nel 1450), prende avvio la consuetudine per gli artisti neerlandesi di compiere un viaggio nella Penisola, verso le mete privilegiate: Roma e Venezia.
Il movimento di San Giovanni che si volta, coi capelli al vento e il manto svolazzante, la posizione della Maddalena con il volto quasi di profilo, la qualità plastica del corpo di Cristo, la cupezza del cielo temporalesco e i colori cangianti, sono tutti elementi che presuppongono l’esperienza del Rinascimento, acquisita attraverso le formule stilistiche importate nel Nord.
Sul piano iconografico e compositivo, la Crocifissione si rifà invece al più tradizionale linguaggio fiammingo, soprattutto nella concezione del paesaggio e nella figura di Maria ammantata col capo reclinato.
R.C.

