Maestro del Dittico Poldi Pezzoli - inv. 1568
Le due piccole tavole, accomunate da una fitta crettatura, dal retro marmorizzato, da misure quasi identiche e analogie stilistiche, costituivano verosimilmente un dittico. L’artista ha rappresentato le tre diverse scene distribuendo le figure elegantemente sul fondo oro e, nei pochi centimetri a sua disposizione, ha inserito precisi dettagli, come il leggio con il libro aperto nell’Annunciazione.
Nella Crocifissione, Maria che non regge la vista del Figlio e sviene è un’immagine colma di pathos e di grande realismo. Altrettanto espressivo è l’atteggiamento della Vergine nell’Annunciazione; qui la maestria del pittore è evidente anche nell’elaborata architettura, ricca di notazioni tridimensionali e nel colorismo raffinato, come dimostrano i toni rosa nelle ali dell’angelo e il morbido panneggio lumeggiato di bianco.
L’autore è uno dei più significativi rappresentanti della scuola umbra di inizio Trecento. Il suo stile, indipendente dai centri culturali del nord della regione – Assisi, Perugia e Gubbio - mostra riflessi della pittura gotica, elaborati però in maniera personale. La sua attività dovette svolgersi prevalentemente a Spoleto, città all’epoca importante. Il maestro fu probabilmente a capo di una bottega specializzata nella produzione di piccoli oggetti devozionali, che ricorrono nel corpus di opere a lui attribuito; i frammenti del museo Poldi Pezzoli sarebbero una delle prove più antiche, databile intorno al 1310. La loro destinazione resta ignota, anche se la presenza di due santi domenicani potrebbe suggerire una committenza legata all’Ordine.
F. A.
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