Fra' Semplice da Verona - inv. 355

Fra' Semplice da Verona (ca. 1589-ca. 1654)

Andata al calvario (recto); San Sebastiano (verso)
1620-1630
olio su tela  
117 x 84 cm
iscrizione
“F...MP..C.P” e “F. SE. C.F.”; “J.P. SENIORE. C.F” e “P.S...C.F.”
1879 legato Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Inv. 355

Non esposto
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Quest'opera è collegata a Cristo nell'orto degli ulivi (recto) e San Rocco (verso) (inv. 356).

Queste due tele sono dipinte su entrambi i lati; il rovescio è venuto alla luce durante il restauro del 1995, che, oltre a rivelare la brillante gamma cromatica, ha confermato l’attribuzione al frate pittore Semplice da Verona.

Dietro il Cristo assorto in preghiera e confortato dall’angelo nell’orto degli ulivi di Getsemani si nascondeva un san Rocco appoggiato ad un muretto, con la veste aperta sul bubbone pestilenziale a metà della coscia e il cane fedele che gli portava il pane durante il suo esilio per la malattia. Invece, dietro al Cristo sofferente che porta la Croce sul Golgota sferzato da un soldato romano è apparso un elegante san Sebastiano, nel momento del martirio, legato ad un albero e trafitto dalle frecce. Cristo nell’orto e L’andata al Calvario sono siglate “fra Semplice cappuccino” e “Fra Semplice cappuccino fecit”, mentre il san Rocco e il san Sebastiano recano una scritta più misteriosa.

Del pittore cappuccino non si conosce molto: nato verosimilmente a Verona intorno alla fine degli anni ottanta del Cinquecento dovette formarsi a contatto con le opere dei pittori veronesi Alessandro Turchi, Pasquale Ottino e Marcantonio Bassetti. Nel 1617 completò il suo noviziato ed entrò in rapporto con il duca di Modena, e poco dopo con quello di Parma e Piacenza.
In origine i dipinti erano esposti nella chiesa cappuccina di Fontevivo, nel parmense, e dovevano essere montati come serrande che chiudevano due aperture fra presbiterio e coro. Le storie di Cristo erano rivolte verso i fedeli, mentre san Rocco e san Sebastiano, due santi spesso presentati insieme come protettori dalle pestilenze, erano rivolti verso i frati.

J.S.
 

 

 

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