Giovan Battista Moroni - inv. 1579

Giovan Battista Moroni (1520/1524-1578)

San Michele Arcangelo
1550-1560
olio su tela  
56,5 x 41,1 cm
1879 legato Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Inv. 1579

Sala del Palma
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L'arcangelo, raffigurato di tre quarti, volge il viso verso lo spettatore, posando le mani sull'elsa di uno spadone e reggendo al contempo una bilancia (entrambi attributi propri di San Michele).

Il Moroni, formatosi presso la bottega bresciana di Alessandro Bonvicino detto il Moretto, è uno dei massimi protagonisti della pittura bergamasca del Cinquecento. I contemporanei apprezzarono particolarmente la sua abilità di ritrattista, caratterizzata dal realismo tipico della tradizione pittorica lombarda e da una capacità di indagine psicologica in cui ebbe pochi rivali nella sua epoca. Lo stesso Tiziano ebbe occasione di lodarlo e di raccomandare il suo nome per importanti commissioni.

Quest’opera ci consente di valutare lo stile del Moroni in un'invenzione di tema sacro. La figura dell'angelo, nella sua posa lievemente arcuata, mostra l'attenzione dell'artista per i modelli dell'arte manierista e induce a datare l'opera agli anni '50 del Cinquecento. La descrizione dei particolari anatomici è condotta con un chiaroscuro deciso, tipico dell'artista: si veda il dettaglio della clavicola e del collo, oppure il modo in cui sono resi il braccio e la mano in prospettiva. Grande attenzione è anche dedicata all'aspetto materiale degli oggetti raffigurati, come la veste chiara a righe nere.

S.G.C.

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