Jacopo Negretti, detto Palma il Vecchio - inv. 372

Jacopo Palma il Vecchio (1480-1528)

Ritratto femminile detto La Cortigiana
1520 ca.
olio su tela  
87,4 x 73,5 cm
1879 legato Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Inv. 372

La donna indossa sopra la camicia bianca una bella e ricca sopravveste, probabilmente di damasco di seta, tinta in rosso, il colore all’epoca tra i più preziosi e ricercati.
Come altri ritratti femminili di produzione veneta, caratterizzati da forte erotismo, anche questo è stato tradizionalmente ritenuto un ritratto di cortigiana. In realtà, la tipologia di ritratti femminili veneziani del primo Cinquecento a cui appartiene questo dipinto ha precisi riferimenti al tema del matrimonio.
Le donne raffigurate espongono spesso un seno, porta dell’animo e del cuore, simbolo di fecondità, offerta d’amore, richiamo seduttivo. Il fatto che un seno sia mostrato e l’altro in parte coperto non significa antitesi tra voluttà e virtù, ma compresenza di erotismo enunciato e vissuto, e erotismo moderato e sorvegliato che si realizza nel matrimonio. La donna qui raffigurata ha le lunghe chiome sciolte, una tradizione di lunga data per le spose venete; ha allentato il manto, che le sta scivolando dal corpo, e si presenta con la camicia
bianca
, elemento emblematico del corredo nuziale e simbolo anche di castità. Anche l’associazione tra il rosso e il bianco, i colori dell’amore, corrisponde a questa chiave interpretativa. La forza della sessualità femminile è espressa non solo con l’esibizione del corpo, ma anche e soprattutto con i consolidati meccanismi di gesti e sguardo.
Jacopo Palma il Vecchio, originario del territorio bergamasco ma veneziano di adozione, era famoso per la produzione di queste immagini a mezzo busto di fiorenti e procaci bellezze femminili, reinterpretando un’invenzione che era stata di Tiziano. Il dipinto, databile al 1520 circa, si colloca nella tarda produzione dell’artista. La tecnica pittorica, che conferisce alla superficie cromatica un aspetto fragile e riarso, trova riscontro in altre opere dell’ultima attività del pittore e conferma questa datazione.

A.D.L

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