Francesco Raibolini detto Francesco Francia - inv. 1555

Francesco Francia (ca. 1450-1517)

Sant'Antonio da Padova
1506 ca.
tempera su tavola  
26 x 18,3 cm
1879 legato Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Inv. 1555

Sala del Perugino
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La piccola tavola era probabilmente destinata alla devozione privata, anche se non può essere del tutto escluso che fosse in origine parte di un complesso più ampio. Il santo regge un ramo di giglio, simbolo di purezza, e un libro, attributo riferito alla sapienza del predicatore francescano.

Francesco Francia fu un artista assai apprezzato dai contemporanei; si formò come pittore alla scuola di Lorenzo Costa, ma fu anche orefice e cesellatore. Agli inizi del nuovo secolo, periodo al quale è da assegnare questa tavoletta, egli subì fortemente, come molti contemporanei, l'influenza dei modi di Pietro Perugino. La posa aggraziata del santo, col ginocchio che avanza e il capo che si volge di lato, come pure l'espressione del viso, con l'accentuazione dell'aspetto sentimentale e patetico, rispondono alla diffusione del gusto peruginesco nell'arte dell'Italia centrale e settentrionale al principio del Cinquecento. Il Raibolini mostra tuttavia radici emiliane nell’intenso e morbido chiaroscuro che modella l'ampio saio, così come nella descrizione del paesaggio, con la fitta lumeggiatura ad oro degli alberi sulla sinistra e la città sull'altro lato. Lo stato di conservazione non ottimale, per la presenza di numerose abrasioni, ha impoverito l'opera, riducendone la leggibilità, tuttavia è ancora possibile apprezzare la raffinatezza della tecnica di esecuzione.

S.G.C.
 

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