Jusepe de Ribera - inv. 332

Jusepe de Ribera (1591-1652)

Ritratto di missionario gesuita
1638
olio su tela  
195,6 x 111,5 cm
firma e data
"JUSEPE DE RIBERA ESPANOL VALENCIANO / F. 1638"
1881 acquisto 
Inv. 332

Sala Trivulzio
Vai a:

L’opera era appartenuta al collezionista milanese Carlo Castelbarco. Ribera era un pittore spagnolo che giunse molto giovane in Italia. Nel 1615 era a Roma e l’anno successivo si trasferì a Napoli, dove svolse un’intensa attività per i viceré napoletani, per la nobiltà spagnola e per chiese e conventi della città. Questo ritratto fu eseguito nello stesso periodo in cui l’artista era impegnato nella decorazione della Certosa di San Martino ed è ritenuto uno dei capolavori della ritrattistica del Seicento.
L’anziano religioso, un gesuita, tiene la mano destra posata con gentilezza sulla criniera di un grosso leone. Il muso, la criniera, la zampa con gli artigli, la coda della fiera, sono stati resi dall’artista con rapidi colpi di pennello. Grande attenzione è stata dedicata invece alle mani e al volto del personaggio, che risaltano sullo sfondo scuro e sull’abito nero come l’inchiostro e sono messi ancor più in evidenza dal bianco dei polsini e del colletto.
La luce dietro la spalla sinistra delinea il contorno di una figura solida e imponente. Le ombre profonde sotto il mento e sul lato sinistro del viso, l’uso di un impasto più denso nelle zone più luminose rendono straordinariamente vivo il ritratto.
L’identità dell’anziano sacerdote gesuita non è certa. La presenza del leone addomesticato ha fatto supporre che si trattasse di un missionario.
Nell’iconografia cristiana comunque il leone è comunemente utilizzato come simbolo di Cristo; dunque in questo caso rappresenterebbe simbolicamente la stessa Compagnia di Gesù di cui il religioso faceva parte.

A.D.L.

Consulta la scheda scientifica