Paolo Riccardi - inv. 3

Paolo Riccardi (1826-1873)

Armatura iraniana (Jawshan) appartenente all'armeria Poldi Pezzoli
1850 ca.
  
1879 legato Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Inv. 3

Non esposto
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L’opera fa parte di una serie di venti tavole che Gian Giacomo Poldi Pezzoli commissionò a Paolo Riccardi, specializzato nella tecnica dell’acquerello. Esse riproducono i pezzi più importanti della collezione di armi del nobiluomo milanese, tra cui questo giaco (cotta in maglia di metallo) iraniano del XV secolo.
La collezione d’armi fu la prima passione di Gian Giacomo e la sala che la ospitava fu realizzata, tra il 1846 e il 1851, dal pittore-scenografo Filippo Peroni con un suntuoso arredo neogotico. Probabilmente l’incarico di immortalare le opere più belle fu affidato al Riccardi poco dopo il 1851. La costosa pratica di riprodurre ad acquerello i pezzi di una raccolta fu abbastanza diffusa prima della comparsa della fotografia. Le tavole costituiscono anche una preziosa prova documentaria: per esempio, in questo caso l’elmo è andato perduto e l’unica testimonianza della sua esistenza è proprio questo acquerello.
Le tavole spiccano per le dimensioni e la raffinata perizia tecnica di matrice accademica, evidente soprattutto nell’abilità di far risaltare gli effetti della rifrazione della luce sull’acciaio.
La familiarità tra il collezionista e il pittore era testimoniata da altri due acquerelli, una Marina con barche e una Scena di convento (tratto da una poesia di Porta), un tempo nella raccolta e oggi purtroppo perduti.

L.G.
 

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