Domenico Robusti detto Domenico Tintoretto (attribuito a) - inv. 4743

Attribuito a Domenico Robusti detto Domenico Tintoretto (1560-1635)

Ritratto d'uomo
1598-1599 ca.
olio su tela  
113 x 92 cm
2001 donazione Innocente Contini Bonacossi
Inv. 4743

Sala del Palma
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Questo notevole ritratto presenta un elegante gentiluomo che indossa un sobrio abito in velluto nero, con le braghe a sbuffo e un farsetto impreziosito da ricami d’oro, sotto cui si intravede la camicia bianca con il collo a lattuga. L’uomo posa la mano destra sopra un busto in marmo, appoggiato su un tavolo accanto a una tabacchiera d’oro, mentre con la sinistra tiene un fazzoletto. Alle sue spalle, una finestra si apre su paesaggio collinare verdeggiante.
La minuziosa e analitica esecuzione, i caratteri dello sfondo -definito da brevi e luminose pennellate- fanno pensare a Domenico Tintoretto, eccellente ritrattista come il padre Jacopo. L’opera assomiglia infatti, in maniera impressionante, sia nella fattura sia nell’impaginazione, ad un bel Ritratto di gentildonna conservato presso l’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston, recentemente identificato come un Ritratto di Margherita Gonzaga, vedova del duca di Ferrara Alfonso II d’Este e sorella del duca di Mantova Vincenzo Gonzaga, il dipinto che Domenico Tintoretto avrebbe eseguito proprio nel corso d’un soggiorno mantovano nel 1598-99. E’ possibile dunque che il nostro ritratto sia stato eseguito da Domenico Tintoretto nello stesso periodo del quadro di Boston, durante il suo soggiorno di fine secolo alle corti di Ferrara e di Mantova, e che raffiguri pertanto un importante personaggio (un appassionato collezionista?) della corte estense o gonzaghesca.

D.G.

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