Gian Pietro Rizzi detto Giampietrino - inv. 1637

Gian Pietro Rizzi detto Il Giampietrino (attivo ca. 1515-ca. 1540)

Madonna con il Bambino (recto); Icosidodecaedro (verso)
1510-1515
olio su tavola  
27,1 x 20,6 cm
1881 acquisto 
Inv. 1637

Salette dei lombardi
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Il pessimo stato di conservazione compromette il pieno apprezzamento di quest’opera. La superficie, infatti, è fortemente abrasa e ha subito pesanti ridipinture, come quella che ha modificato lo scollo dell’abito della Vergine, in origine più profondo.


Maria, giovane e composta, tiene in braccio Gesù, che ha in mano un fiore bianco, simbolo di purezza. Madre e figlio si scambiano uno sguardo serio e velato di malinconia, presagio della Crocifissione. La composizione è chiaramente leonardesca nella struttura piramidale delle due figure, nelle mani affusolate della Madonna e nel moto contrapposto del Bambino. Agli inizi della sua carriera, il Giampietrino si ispirava a Leonardo in maniera quasi esclusiva, dimostrandone una conoscenza molto puntuale.

Sul verso di questa tavola è dipinto infatti un icosidodecaedro, un poliedro formato da dodici pentagoni regolari e da venti triangoli equilateri. Questo complicato solido appariva tra i disegni di Leonardo del Codice Atlantico ed era stato riprodotto nel De divina Proportione , il trattato del matematico Luca Pacioli stampato nel 1509.


Il dipinto del Museo Poldi Pezzoli, eseguito all’incirca tra il 1510 e il 1515, conferma la fedeltà dell’artista milanese alle idee del maestro e ci appare come un vero e proprio segno di appartenenza al suo entourage: l’abbinamento dei due soggetti è infatti insolito e curioso e dimostra l’aggiornamento culturale di Giampietrino e la sua familiarità con gli studi scientifici leonardeschi.

F. A.

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