Pittore fiorentino XVI secolo - inv. 197

Pittore fiorentino del XVI secolo

Ritratto virile (supposto ritratto di Giacomo Baggarotti)
1520 ca.
olio su tavola  
52,5 x 44,5 cm
iscrizione
"JACOB(U)S. BAGGAROTT(U)S. A. SECRETIS. PRINCIPIS. PISA / URI. COSTANTI. SFORCCIE. AC. DUCIS. / MEDIOLANI. 1489"
1879 legato Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Inv. 197

Non esposto


Il personaggio ritratto indossa una camicia bianca sotto una giubba scura e una berretta con la falda inclinata sull’orecchio sinistro, e impugna un guanto appena visibile. La rifilatura della tavola lungo il margine inferiore ha in parte cancellato il braccio destro.
La possibile identità dell’uomo è indicata dall’iscrizione sul verso del dipinto, vergata con grafia sette-ottocentesca. La scritta riporta il nome di Giacomo Baggarotti, del quale non si hanno notizie, associato a quello di Costanzo Sforza e la data, 1489. Lo Sforza (1447-1483), citato come Signore di Pesaro e di Milano, in realtà non ebbe alcun ruolo nel ducato milanese e nel 1489 risulta già defunto. E’ possibile quindi che la scritta si leghi solo all’intenzione di nobilitare il personaggio e il valore del ritratto stesso.
I dati della moda costituiscono un primo fondamento su cui basare la cronologia dell’opera. Un abito simile, con camicia e giubba, si incontra in diversi ritratti del secondo e del terzo decennio del Cinquecento ed il tipo di copricapo è visibile in alcune opere di Rosso Fiorentino, Andrea del Sarto, Tiziano e Sebastiano dal Piombo.
Nei tratti del volto si coglie un eco della ritrattistica di Rosso Fiorentino intorno al 1520. La fisionomia del personaggio può anche avvicinarsi alla produzione di Jacopino del Conte, formatosi a Firenze negli anni venti nella bottega di Andrea del Sarto.

M.M.
 

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