Pittore lombardo XVIII secolo - inv. 184
Questo è un modesto ritratto dell’abate Giovanni Maria Pezzoli, avo di Gian Giacomo Poldi Pezzoli; il religioso era infatti fratello di Margherita Pezzoli, nonna paterna del fondatore del museo. Non conosciamo esattamente gli estremi cronologici della vita dell’abate, ma sappiamo che nel 1818 era già morto e che fu un letterato. E’ a lui che si deve la creazione di una ricca biblioteca, di testi per lo più religiosi, che per passaggi ereditari giunse fino a Gian Giacomo e che ancora oggi si conserva nel museo. Rimane ancora da indagare se spetti a lui, o ad altri, la presenza nella biblioteca di importanti testi di letteratura italiana, latina e greca e di raffinate edizioni aldine del XVI secolo.
La veste del personaggio, con mantella e calotta nera sulla testa, è tipica degli ecclesiastici alla fine del Settecento e agli inizi del secolo successivo. Il pizzo bianco che fuoriesce dalle maniche ravviva l’insieme ed è indice dell’elevata classe sociale dell’uomo, come pure la posa solenne con la mano infilata nella giubba.
Lo stile può essere ricondotto alla ritrattistica ufficiale della fine del Settecento in Lombardia, mentre la resa un po’ rigida e di maniera e la sostanziale fissità dello sguardo suggeriscono un maestro minore.
L.G.

