Andrea Solario - inv. 1647

Andrea Solario (ca. 1465-1524)

Ecce Homo
1505 ca.
tempera su tavola  
43 x 33 cm
1879 legato Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Inv. 1647

Salette dei lombardi
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Il dipinto raffigura il busto di Cristo, in posizione nettamente frontale, con i polsi legati con una fune e la corona di spine. Il volto, caratterizzato da un grande realismo, appare segnato da alcune lacrime e dalle gocce di sangue che discendono dalle ferite aperte nella fronte.
Come nel racconto evangelico, Gesù viene rappresentato con gli emblemi regali dei quali i soldati lo avevano ornato in segno di scherno: la corona di spine, il manto color porpora e lo scettro di canna come simbolo beffardo di autorità. Sulla spalla e sul braccio nudi sono visibili alcune delle ferite inflittegli dai suoi carnefici, mentre lo sguardo abbassato di Cristo invita ad un momento di rassegnata meditazione sulla Passione.

Realizzata con una tecnica accuratissima che prevede la stesura del colore su una preparazione in gesso molto compatta, la tavola si presenta ancor oggi in un ottimo stato di conservazione, nonostante il supporto ligneo sia stato assottigliato e rifilato ai margini. Come mostrano le diverse versioni del medesimo tema da lui realizzate, la scelta iconografica del Solario di isolare il motivo centrale della scena di Pilato che presenta Cristo al popolo ha avuto grande fortuna nella produzione pittorica dell’artista.

Dal punto di vista stilistico, è evidente il riferimento alle opere di Antonello da Messina e alla pittura fiamminga nei particolari resi con grande precisione quali la spina che trafigge il sopracciglio di Gesù, le lacrime che scorrono lungo le sue guance e il sangue che cola a grosse gocce.

Per questa tavola sono state avanzate diverse ipotesi di datazione, tuttavia la maggior parte degli studiosi propongono gli anni intorno al 1505-1506.

C.d.C.
 

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