Andrea Solario - inv. 1612

Titolo: 
Madonna che allatta il Bambino
Numero di Inventario: 
1612
Tipologia: 
paintings
Collezione: 

Painting

Classe iconografica: 
Religious
Parole chiave soggetto: 
Madonna con Bambino
Madonna del latte
Notizie storico-critiche: 
<p><a target="_blank" href="/userfiles/1612.pdf">Consulta la scheda scientifica</a></p>
Motivo attribuzione: 
bibliography
Autore, ambito, luogo di produzione: 
Andrea Solario (ca. 1465-1524)
Ambito e luogo di produzione: 
Lombardia
Italia
Periodo: 
1500
Datazione specifica: 
1510-1512
Libri correlati: 
Pubblicazione: 
Si
Materia e Tecnica: 
tempera on panel
Data di Ingresso: 
1902
Acquisizione: 
A. Noseda
Tipo di acquisizione: 
donation
Tipo di collocazione: 
on display
Collocazione: 
Lombard Rooms

La Vergine allatta il Bambino seduto su un cuscino verde appoggiato su un parapetto. Il piccolo, ritratto di profilo e con lo sguardo rivolto alla madre, sembra voler afferrare con la mano destra il manto della Vergine, mentre con l’altra si appoggia al seno. Fanno da sfondo alla composizione un ampio drappo di stoffa rossa e una finestra che inquadra un paesaggio che si perde in lontananza.

La tavola si presenta in buono stato di conservazione, fatta eccezione per il paesaggio la cui pellicola pittorica appare oggi parzialmente consunta.

La struttura compositiva dell’opera ruota intorno al gruppo centrale della Madonna con il Bambino, interpretato dall’artista con forme armoniche e dolci accostate da diversi studiosi allo stile di Correggio.

Il tema della Vergine che allatta è affrontato più volte dal Solario nel corso della sua carriera. In particolare, l’esecuzione di questa tavola viene messa in relazione dalla critica con un’opera dell’autore conservata al Louvre che raffigura il medesimo soggetto: la Madonna dal cuscino verde (1507-1509/1510). Il riferimento al celebre dipinto del museo parigino è stato alla base delle differenti datazioni proposte per l’opera in esame, che attualmente gli studiosi collocano intorno al 1510-1512. Attorno a tale data il Solario poteva ispirarsi anche a celebri invenzioni raffaellesche; inoltre la morbida resa delle figure e l’armonia compositiva del dipinto del Poldi Pezzoli sembrano risentire dell’influsso di un nuovo incontro con Leonardo, verosimilmente avvenuto dopo il ritorno del Solario a Milano, successivamente al 1509.

C.d.C.