Bernardo Strozzi (attribuito a) - inv. 3270

Attribuito a Bernardo Strozzi (1581-1644)

Estasi di San Francesco
1610 ca.
olio su tela  
32,5 x 25,5 cm
1961 donazione Enrico e Luisa Maria Parodi
Inv. 3270

Sala Trivulzio
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Secondo i più antichi biografi, San Francesco, due anni prima di morire, ebbe una visione mentre era in preghiera sul monte della Verna. Gli apparve una figura che sembrava un serafino con sei ali, le braccia aperte e i piedi uniti ad evocare la forma della croce. Durante la visione, sul corpo del santo comparvero le stimmate: cinque piaghe disposte sulle mani, i piedi e il costato a ricordo della passione di Cristo. L’indeterminatezza dell’apparizione indusse gli artisti a rinunciare gradualmente alla rappresentazione della visione: si preferiva descrivere soltanto la parte relativa a Francesco e le sue reazioni. Nel nostro quadro si deduce che si sta verificando un evento miracoloso dalla luce che la visione proietta sul santo, dal suo stupore e dalle stimmate. Tronchi, fronde e rocce evocano un luogo solitario. Solo un crocifisso e un teschio arricchiscono la scena, tutta l’attenzione è concentrata sulle mani e il viso di Francesco.
L’estasi di San Francesco fu dipinta più volte dallo Strozzi; non solo perché il pittore fu in giovane età frate cappuccino, ma anche perché l’episodio delle stimmate divenne sempre più frequente e popolare in epoca controriformistica; lo stesso teschio, simbolo della meditazione sulla caducità della vita terrena, venne aggiunto alla scena della visione proprio in quei decenni.
Le ridotte dimensioni dell’opera inducono a pensare che si tratti di un quadro destinato alla devozione privata. L’opera è giunta fino a noi in un stato di conservazione precario, che impedisce di formulare un’attribuzione senza riserve al pittore genovese.

E.V.
 

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