Girolamo Tessari detto Del Santo - in. 1581

Titolo: 
Madonna in trono con il Bambino angeli e santi
Numero di Inventario: 
1581
Tipologia: 
paintings
Collezione: 

Painting

Classe iconografica: 
Religious
Parole chiave soggetto: 
Madonna con Bambino
santi
angeli
Notizie storico-critiche: 
<p><a target="_blank" href="/userfiles/1581.pdf">Consulta la scheda scientifica</a></p>
Motivo attribuzione: 
bibliography
Autore, ambito, luogo di produzione: 
Girolamo Tessari detto Girolamo Dal Santo (ca. 1480-post 1561)
Ambito e luogo di produzione: 
Padova
Veneto
Italia
Periodo: 
1500
Datazione specifica: 
1521 ca.
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Pubblicazione: 
Si
Materia e Tecnica: 
oil on canvas
Data di Ingresso: 
1879
Acquisizione: 
Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Tipo di acquisizione: 
bequest
Tipo di collocazione: 
on display
Collocazione: 
Perugino Room

La scena è ambientata in un ampio paesaggio. Al centro, il fondatore dell’ordine benedettino, san Benedetto da Norcia, con lunga barba e pastorale, presenta alla Vergine in trono un altro monaco della confraternita, che la critica più recente ritiene essere il committente dell’opera. Nei due episodi laterali in secondo piano sono raffigurati, a sinistra, San Gerolamo penitente nel deserto davanti al crocefisso e, a destra, san Benedetto che si getta nudo tra i rovi per vincere le tentazioni della carne. In primo piano, i due conigli ai piedi della Vergine simboleggiano il trionfo della castità sulla lussuria.
Gli elementi iconografici indicano che quest’opera fu eseguita per l’ordine benedettino, e avvalorano l’ipotesi che possa essere stata commissionata dal monastero di Santa Giustina a Padova, interessato da rinnovamenti tra la fine del Quattrocento e la metà del Cinquecento.

Per lungo tempo l’opera, eseguita intorno al 1521, è stata assegnata alternativamente ai pittori bresciani Romanino e Moretto. È stata infatti rilevata una somiglianza con il primo nella scelta cromatica, con il secondo nel modo di ombreggiare le figure. Non mancano inoltre riferimenti a pittori veneti, da Giorgione a Tiziano, per l’ambientazione della scena in un ampio paesaggio, e a pittori nordici, per lo squarcio di luce che colora l’orizzonte.

Girolamo Tessari, chiamato “del Santo” per la contrada padovana in cui visse per molti anni, è un artista la cui attività si svolse esclusivamente a Padova.
L’attribuzione del dipinto al Tessari è accettata solo a partire dagli anni Venti del Novecento per l’affinità stilistica che lega quest’opera ad altre presenti a Padova, riconducibili con certezza alla sua produzione.

G.B.