Pierre Henri Théodore Tetar van Elven - inv. 40
La veduta ha un carattere suggestivo per il contrasto tra la luce piena e solare, come “catturata” dalla pietra dei muri, e le zone d’ombra. Ne deriva un tono quasi monocromo, ravvivato dai piccoli tocchi di colore dei drappi appoggiati alla balaustra.
Il tratto di pennello, più grafico e nervoso nella descrizione del primo piano, diviene più liquido nel fondo, con un effetto rarefatto che proietta l’immagine in una dimensione di sogno.
Il soggetto e lo stile dell’opera sono tipici del repertorio di Pierre Tetar van Elven, olandese di nascita, che dal 1861 circa visse all’estero, soggiornando anche in Italia. Le sue vedute - alcune di città olandesi - sono spesso di fantasia, seppur ispirate da luoghi conosciuti. In questo caso, le forme della chiesa sullo sfondo potrebbero far pensare ad una cittadina francese.
Il “background” nordico è riconoscibile, pur in un’immagine di chiara matrice romantica, in una certa vena realistica, che in qualche modo si ricongiunge alla tradizione di “genere” olandese (si veda la donna con il bambino in primo piano).
Il repertorio dell’artista comprende anche quadri storici e paesaggi, alcuni dei quali conservati in musei italiani (ad esempio la Visita ai colerosi di Napoli nel Museo del Risorgimento a Milano o il Primo parlamento italiano nel Museo d’Arte Moderna a Torino).
R.C.


