Giovanni Battista Tiepolo - inv. 309
Il piccolo dipinto appare in buono stato di conservazione, nonostante la vernice ossidata che ricopre l’intera superficie.
Due colonne scanalate fanno da quinte alla scena. San Gaetano, con la croce nella mano destra e un libro nella sinistra, è seduto su nuvole dense. dai riflessi quasi iridescenti; un angelo e un putto lo accompagnano. Sulla sinistra si vede San Giovanni Battista con accanto una pecora; sulla destra, Sant’Antonio abate con gli attributi che lo caratterizzano: il lungo bastone e, nell’angolo in basso, un maiale di cui si scorge solo il muso.
Un intenso gioco di sguardi unisce i protagonisti del dipinto e coinvolge chi lo guarda: Gaetano ha gli occhi rivolti al cielo, il Battista il volto piegato verso il santo in gloria e Antonio si gira a guardare direttamente l’osservatore.
Dato il tema iconografico della gloria del santo e la composizione dell’opera, si suppone che il dipinto possa essere il bozzetto per una pala d’altare mai realizzata o andata perduta. I critici fanno risalire l’opera al 1740 e 1745.
Tiepolo, uno dei più sensibili pittori del Settecento, parte dalla lezione dei grandi maestri del Cinquecento veneziano, soprattutto dal Veronese, che reinterpreta in modo autonomo riprendendone l’intensa luminosità degli accostamenti cromatici che andrà a sostituire, con la sua maturità artistica, la tavolozza fatta di colori scuri e “tenebrosi”.
M.G.


