Giovanni Battista Tiepolo (bottega di) - inv. 310

Bottega di Giovanni Battista Tiepolo

La Vergine, angeli e i santi Gaetano da Thiene (?), Nicola da Tolentino Monica e Agostino
1730 ca.
olio su tela  
180 x 102 cm
1879 legato Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Inv. 310

Sala del settecento veneto
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Il dipinto è stato sottoposto ad un accurato restauro nel 1990.

La composizione è divisa in due. Nella parte superiore la Madonna, tra le nubi, è sostenuta da tre angeli; nella mano destra tiene un rosario e nella sinistra la propria cintola. Nella parte inferiore, su un pavimento prospettico, vi sono quattro santi. Si riconoscono San Nicola da Tolentino, con la stella luminosa sul petto, Santa Monica vestita da suora, protettrice degli agostiniani, e il figlio Sant’Agostino in abito vescovile, con il piviale ricamato con figure di santi. Il santo sulla sinistra, inginocchiato su un basamento di colonna e con un calice in mano, non è stato identificato con certezza. Molto probabilmente è San Gaetano da Thiene, come sembrano indicare lo scapolare posto sulle spalle e l’abito agostiniano.
Proprio la presenza di alcuni santi dell’Ordine degli Agostiniani ha fatto pensare che l’opera sia stata eseguita per un convento o una chiesa di questa congregazione.

Una luce calda e dorata investe tutto il dipinto. Intenso è il volto di Sant’Agostino, girato verso l’osservatore per coinvolgerlo nella scena. Le due parti della composizione sono legate dal gioco di sguardi fra l’angelo che, con la testa china, guarda verso il basso e i volti degli altri due santi rivolti verso l’alto.

L’opera è databile attorno al 1730, ma l’attribuzione è problematica. Probabilmente si tratta di un lavoro di bottega condotto sotto la supervisione dello stesso Tiepolo da uno dei suoi collaboratori di cui però non conosciamo il nome.

Tiepolo è uno dei pittori più apprezzati del Settecento. La sua pittura, inizialmente dai toni scuri, ricca di drammaticità e di accesi contrasti luministici, poi si stempera in composizioni più serene e luminose. Il suo virtuosismo e la padronanza degli effetti prospettici gli permisero di realizzare composizioni in cui le figure sembrano sfidare la forza di gravità.

M.G.
 

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