Jacob Toorenvliet - inv. 1061

Jacob Toorenvliet (ca. 1635-1719)

Figura maschile con un libro in mano
1675-1680
olio su rame  
12,8 x 9 cm
1879 legato Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Inv. 1061

Sala degli stranieri
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Il rame raffigura un uomo a mezzo busto che stringe al petto un libro. Di esso esisteva anche il  pendant - Uomo con vaso -, scomparso in seguito ad un furto nel 1900, sul quale vi era probabilmente la firma di Toorenvliet, artista specializzato in scene di genere e ritratti.

Egli si educò nell’ambiente di Leida, patria dei finschilders, i pittori raffinati, di cui Gerrit Dou e Frans van Mieris furono i capiscuola. Le loro opere, solitamente di piccole dimensioni, sono realizzate con estrema minuzia ed hanno come soggetti scene d’interno o singole figure di dotti e astronomi, a volte ritratti a lume di candela. Per molti aspetti lo stile di Toorenvliet si rifà a quello dei ‘finschilders’, mostrando però un vigore disegnativo ed un plasticismo di derivazione italiana. Egli infatti soggiornò a Roma nel 1670, e poi a Venezia, dove prese moglie nel 1673.

Toorenvliet riutilizza spesso i medesimi tipi umani, come confermano i tanti dipinti dal soggetto simile a questo per la maggior parte datati o databili dal 1675. Che si tratti di un Dottore, di un Suonatore di chitarra, di Diogene con la lanterna (questi alcuni dei suoi soggetti), ritroviamo fisionomie simili: volti rugosi, barbe e capelli fluenti, ampi panneggi, colli svolazzanti a pieghe sottili. Il campo visivo è quasi sempre ristretto e in esso il personaggio campeggia, in posa non statica, con oggetti o strumenti tra le mani.

Sulla base di confronti con altri dipinti dell’artista, il rame è databile alla seconda metà dell’ottavo decennio del Seicento.

R.C.
 

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