La casa del collezionista

Il palazzo e il giardino

Sorto per conto del nobile Giovanantonio Parravicini nel XVII secolo nell’allora Corsia del Giardino, e ampliato nel secolo successivo fino all’attuale via Morone dal suo erede Giovanni Porta, venne acquistato da Giuseppe Pezzoli, antenato del collezionista che alla fine del Settecento, commissionò all’architetto Simone Cantoni (1736-1818) un riadattamento in stile neoclassico. Nacque così un nuovo scalone di accesso ornato di statue e un ampio giardino all'inglese sul retro, uno tra i più ampi in città. Gian Giacomo Poldi Pezzoli affidò nel 1850-1853 a  Giuseppe Balzaretto (1801-1874) un ulteriore modifica in  contemporanea con  la ristrutturazione dell'appartamento che doveva ospitare la nascente collezione artistica. Sempre opera del Balzaretto ispirata al manierismo seicentesco è anche il palazzo adiacente (oggi n. 14 di via Manzoni)  nel 1853-54, e unito al primo da un portico che separa la strada dal giardino.  

L'appartamento nobile

Dal 1850 Gian Giacomo Poldi Pezzoli si dedica alla sistemazione del suo appartamento particolare, una sequenza di sale ispirate ai diversi stili del passato (barocco, medioevo, primo rinascimento, rococò) disegnate e decorate da un gruppo dei più aggiornati artisti contemporanei.

Il piano nobile dell'appartamento è una sequenza di ambienti decorati ispirandosi ai diversi stili del passato: lo scalone e la camera da letto sono in stile barocco, l'anticamera in stile roccaile francese la Sala Nera "in stile del primo Rinascimento" e il Gabinetto di Studio "in stile del Trecento".

L'eclettismo, il revival degli stili e delle tecniche artistiche del passato è in questo momento la moda d'avanguardia tra il pubblico e gli artisti e l'appartamento di Gian Giacomo risulta uno degli esempi più aggiornati, apprezzati e visitati.Le sale divengono preziosi contenitori di una serie di opere d'arte antica appositamente ideate per accogliere quadri e arredi.

Le foto qui sotto sono tratte da una campagna fotografica ottocentesca (1881-1883), che documenta il primo allestimento del museo in un periodo successivo alla morte del collezionista

Ogni ambiente è destinato ad accogliere oggetti dell'epoca corrispondente: le porcellane settecentesche nella sala rocaille, il polittico fiammingo nella sala Nera, i fondi oro e le oreficerie gotiche nel gabinetto dantesco, le statue barocche nello Scalone. La collocazione degli oggetti dipende anche dal godimento personale del collezionista. 

Sala d'armi 1849-1850
(progetto di Filppo Peroni e Giuseppe Balzaretto)

Camera da letto 1851 (progetto di Giuseppe Ripamonti)

Studiolo dantesco 1853-1856
(progetto di Giuseppe Bertini e Luigi Scrosati)

Sala nera 1855-1857 (progetto di Giuseppe Bertini, Luigi Scrosati e Giuseppe Speluzzi)

Sala Stucchi 1855 (progetto di Giuseppe Bertini, Luigi Scrosati e Giuseppe Speluzzi)

Scalone Antico 1859 (progetto di Giuseppe Bertini e Giuseppe Speluzzi)

Salone Dorato 1878-1881 (progetto di Giuseppe Bertini)