Storia del museo

1881

Nel 1879 Poldi Pezzoli muore a soli 57 anni. Fin dal 1871 aveva redatto un testamento nel quale disponeva che la sua casa e tutte le opere in essa contenute divenissero una Fondazione Artistica "ad uso e beneficio pubblico in perpetuo colle norme in corso per la Pinacoteca di Brera". L'amministrazione e la direzione sono affidate a Giuseppe Bertini, (1825-1898), amico del fondatore che aveva collaborato alla decorazione dell'appartamento.
Il Museo si inaugura nel 1881 durante l'Esposizione Nazionale di Milano e nel giro di pochi giorni è visitato da migliaia di persone. 

1881-1939

Giuseppe Bertini  incrementa notevolmente la consistenza delle opere senza alterare le caratteristiche fondamentali della collezione. Alla sua morte, nel 1898, la direzione del museo passa nelle mani del presidente di Brera, l'architetto e teorico Camillo Boito (1836-1914), che procede ad un riordino della casa-museo secondo più aggiornati criteri museografici, nell'intenzione di fornire al visitatore una migliore fruizione delle raccolte.
Egli promuove una campagna fotografica del museo qui pubblicata che costituisce un'importante testimonianza storica del gusto museografico a fine secolo. L'allestimento sostanzialmente rimane inalterato fino alla seconda guerra mondiale, mentre la dote che Gian Giacomo aveva destinato all'arricchimento delle raccolte si erode sempre di più a causa dell'inflazione rendendo difficoltosa la vita stessa dell'istituzione. Nel 1939 il Museo viene chiuso a causa del conflitto bellico e le opere sono messe in salvo in diversi rifugi antiaerei.

Il bombardamento del 1943
Nel corso del secondo conflitto mondiale un bombardamento distrugge, in una sola notte, i principali musei milanesi e tra essi l'edificio di via Manzoni, dal quale erano state fortunatamente trasferite per tempo le opere mobili. I danni subiti dal palazzo sono in larga parte irreparabili: crollano i tetti e i lucernari, gli stucchi di cui casa Poldi Pezzoli era adorna; bruciano gli intagli lignei, parti preziose di uno splendido insieme.


1946-1951. La ricostruzione: il museo-casa
Al termine della guerra lo Stato Italiano decide di finanziare la  ricostruzione del museo nella ferma convinzione di farlo  rinascere . Artefice del recupero è la soprintendente Fernanda Wittgens aiutata dall'architetto Ferdinando Reggiori. Vengono recuperate con attenzione quasi filologica le parti meno danneggiate come lo Scalone antico e il Gabinetto dantesco, mentre le opulente decorazioni delle altre sale sono solo evocate in una versione 'alleggerita' mantenendo comunque nell'allestimento l'atmosfera di 'casa'. Il 3 dicembre del 1951 il museo riapre al pubblico


L'ampliamento delle collezioni e i nuovi allestimenti
Grazie anche alle generose donazioni, più di mille oggetti negli ultimi cinquant'anni, il Poldi Pezzoli può oggi vantare una delle più prestigiose collezioni europee. Nella singolare atmosfera delle sale ricostruite, la grande pittura coesiste in perfetta armonia con arredi ed oggetti di arte decorativa di straordinario interesse. Nascono nuovi allestimenti d'atmosfera: l'Armeria e la Sala degli Ori.